Introdotta con il nuovo codice di procedura penale (D.P.R. n. 447/88), prevede la riparazione pecuniaria per l’ingiusta custodia cautelare in carcere dell’imputato prosciolto ad esito del procedimento penale. Pertanto chi ha subìto una ingiusta detenzione vanta un vero e proprio diritto soggettivo, consistente nell’ottenere una equa riparazione non solo economica, avendo l’entità complessiva del ristoro natura indennitaria e non risarcitoria.

Depenalizzazione, messa in prova e clandestinità: approvato il decreto di attuazione della legge delega n. 67/2014

Domiciliari come pena principale, depenalizzazione, messa alla prova: sono queste le linee guida della riforma del sistema sanzionatorio previsto dal decreto in commento. L’attuazione della delega consente l’archiviazione dei c.d. “mini reati”, purché i fatti penalmente rilevanti siano di particolare tenuità e che la condotta del reo non sia abituale. Volendo fare qualche esempio, i […]