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Considerazioni sull’ordinanza del 19.10.2017 del TAR Lazio – Sezione Distaccata di Latina

Preso atto dell’ordinanza resa il 19.10.2017 dal TAR Lazio – Sezione Distaccata di Latina, fonte di un diffuso scontento, intendiamo svolgere alcune osservazioni critiche, anche al fine di fare un po’ di chiarezza su quanto pubblicato dai media.

Premettiamo che trattasi di un’ordinanza che riguarda la richiesta di sospensiva, qui negata, non di una decisione in merito al ricorso. Detto provvedimento non è comunque definitivo, non essendo ancora, ad oggi, decorsi i termini per impugnarlo.

Il ricorso da cui prende origine la suddetta ordinanza ha ad oggetto l’impugnazione del provvedimento di diniego di accesso di un minore a un istituto scolastico laziale, nonché l’impugnazione, nello stesso atto di ricorso, delle Circolari Ministeriali in materia di obbligo vaccinale arcinote.

Non abbiamo a disposizione il ricorso ovviamente, ma solo il testo dell’ordinanza che di seguito, per trasparenza, alleghiamo e che è facilmente ricavabile e pubblicata su sito istituzionale (Fonte: www.giustiziaamministrativa.it).

In merito all’ordinanza in questione riscontriamo che questa ha ritenuto non sussistente IL DANNO GRAVE E IRREPARABILE lamentato dai genitori del minore in questione (cioè l’impossibilità di accedere al servizio scolastico dell’infanzia), in quanto, a parere del Collegio giudicante, lo stesso danno è o sarebbe eliminabile semplicemente adempiendo agli obblighi vaccinali previsti per legge.

Si precisa che proprio in sede di sospensiva il TAR deve in particolar modo valutare il danno grave e irreparabile, che il ricorrente potrebbe subire se non venisse annullato il provvedimento o in attesa di avere pronuncia sul merito.

Non bisogna essere degli esperti per capire che la menzionata motivazione di rigetto del ricorso da parte del TAR è erronea. Infatti, nell’ordinanza il TAR afferma in sostanza che l’irreparabilità del danno lamentato dal ricorrente in sede di sospensiva (cioè l’impossibilità di accedere al servizio scolastico) può essere eliminato (e quindi non sarebbe irreparabile) semplicemente adempiendo agli obblighi vaccinali previsti dalla legge: quindi, secondo il TAR, il danno irreparabile dipende dal ricorrente che non ha adempiuto e non dipenderebbe dal provvedimento impugnato! Si tenga altresì conto che il Tribunale in questione si è peraltro unicamente concentrato nel valutare il requisito dell’irreparabilità del danno, trascurando altri requisiti del medesimo.

L’aver citato nelle proprie motivazioni il parere del Consiglio di Stato del 26.9.2017 rileva, invece, solo per giustificare l’immediata applicazione del decreto legge vaccini, cioè a decorrenza immediata e non posticipata come originariamente stabilita.

Infine, il TAR in questione ha rinviato per competenza la trattazione del merito del ricorso al TAR Lazio, composto, non dimentichiamoci, da ben 12 sezioni!

 

Quanto qui osservato non è esaustivo di tutte le considerazioni e valutazioni svolte dal nostro gruppo di studio sul provvedimento in questione, ritenendo corretto, per motivi professionali, non approfondire ulteriormente aspetti giuridici, per non anticipare contenuti di azioni che sono in itinere.